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Cani muti come pesci in condominio? Ecco cosa dice la Legge

Emanuela Zerbinatti avatar Martedì 19 Luglio 2011, 09:48 in Gli animali e noi, Oltre le vibrisse, Pet & Lex di Emanuela Zerbinatti

Un vicino si lamenta perché il vostro cane abbaia in continuazione, ma non è vero. Prima di saltare al collo del vicino leggete cosa dice l'esperto riguardo al numero di abbai previsti.

Cani-muti-in-condominio.jpg I proprietari di animali lo sanno bene: vivere in condominio può diventare un vero inferno, soprattutto se si possiede un cane. Per quanto uno possa essere attento e scrupoloso nell'educare il proprio quattro zampe alla vita in appartamento, il vicino particolarmente litigioso che sfrutta l'animale come pretesto per attaccar briga è sempre in agguato. E così, anche un cane molto silenzioso, che abbaia una volta ogni tanto e solo per motivi reali, per le orecchie di qualcuno può diventare "un cane che abbaia in continuazione, di giorno e di notte".

Che fare in questi casi? Esiste un numero di abbai leciti o il cane deve tacere sempre e comunque? Prima di saltare al collo del vicino con la soglia di tollerabilità particolarmente bassa o dell'amministratore che vi ha mandato la notifica per avvisarvi della lamentela, sentite cosa dice la Legge condominiale in merito alla "loquacità canina". A titolo esemplificativo vi riporto la richiesta di aiuto di un proprietario di cane pubblicata con la relativa risposta dell'esperto sulla rivista Viversani e belli venerdì 15 luglio 2011, proprio perché emblematica di una situazione in cui ci si può trovare vivendo in condominio con un animale. Eccola.

«Ho un piccolo cane da tana: per sua natura quindi abbaia poco e viviamo in un condominio. Il mio cane si produce in qualche "bau bau" durante il giorno: di più non potrebbe, perché io lavoro in casa (sono architetto) e per farlo ho bisogno di molto silenzio. L'altro giorno ho ricevuto una notifica dell'amministratore in cui c'era scritto che il condominio si era lamentato del rumore prodotto dal mio cane "di giorno e nelle ore serali". Si tratta di una menzogna (il cane di sera si mette a dormire e non si muove dalla sua cuccia) aggravata dal fatto che un solo condomino ha protestato: ho chiesto a tutti gli altri e mi hanno assicurato che neppure si accorgono dell'esistenza del mio animale. La mia domanda è semplice: i cani che vivono in condominio possono abbaiare (di tanto in tanto) o devono stare in assoluto silenzio sempre e comunque? L'amministratore non era tenuto ad accertarsi della veridicità delle accuse mosse al mio cane prima di inviarmi la notifica? Vi sarei grato se mi poteste aiutare a trovare le risposte che cerco.»
Luciano C., via email

Risponde Alberto Marcedone, docente di Tecnica condominiale nei corsi Arai (Associazione  amministratori immobiliari).
«La questione è nei seguenti termini: se il regolamento condominiale accetta i cani ammette implicitamente anche il loro abbaiare, nei limiti di una "normale tollerabilità". Tale tollerabilità, in caso di controversia viene stabilita dal giudice, che per farlo si avvale della consulenza di un tecnico che con un apposito misuratore valuta l'intensità del rumore prodotto dai cani.

L'amministratore era tenuto a farle avere la notifica, anche se la protesta nei confronti del suo cane proveniva da un solo condomino (articolo 1130 del Codice civile). Questa lamentela deve comunque essere fatta per iscritto: diversamente l'amministratore che ha inviato la notifica potrebbe incorrere in qualche problema.»

«Da parte nostra, - aggiunge la redazione di Viversani e belli - la invitiamo a tenere a bada il suo cane, affinché abbai il meno possibile, per evitare che il suo vicino litigioso continui nella sua "guerra"


liti-condominio-cani.jpg Mi sfugge il nesso di causalità tra "Il mio cane si produce in qualche "bau bau" durante il giorno: di più non potrebbe", e "perché io lavoro in casa (sono architetto) e per farlo ho bisogno di molto silenzio". L'aver bisogno di silenzio assoluto per lavorare è una spiegazione che non convince nemmeno i bambini, mi chiedo come possa aver convinto un cane. Diciamo che un cane abbaia poco se per sua natura (razza e carattere) non è portato a farlo o, in caso contrario, se i padroni sono stati particolarmente bravi a insegnargli a non abbaiare ad ogni foglia che cade.

In ogni caso, la morale della favola è che essere civili ed educare il proprio animale a volte può non bastare: bisogna conoscere la legge e un po' di psicologia umana. Ma, soprattutto, avere tanta, tanta pazienza!

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5 commenti
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18 Feb 2013
alle 13:46

Lidia la Torre

Ci sono persone che non riescono a badare a se stessi ... figuriamoci educare un cane.

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14 Nov 2012
alle 14:04

Dorina Incaminato

Sono d'accordo che per quieto vivere (e non dover litigare con i vicini che possiedono un cane) si possa sopportare che questo - questi, nel mio caso, perchè sono due - abbai in una "giusta maniera". Non sono d'accordo quando i vicini stanno via anche 8 ore filate e i due cani sono chiusi in casa, liberi di abbaiare, nel periodo della loro assenza, anche per 2-3 ore filate, poi mezz'ora di pausa (si vede che le loro corde vocali sono ko), e poi ricominciare per altre 2-3 ore... Teniamo presente che esisteva, dico esisteva perchè con le recenti sentenze sembra che tutto sia andato in cavalleria, un regolamento di condominio approvato all'unanimità a suo tempo che vietava la presenza di animali in condominio, e gli attuali proprietari dei cani, che sono in affitto, sapevano di questa clausola, però... il risultato è che attualmente una persona di una certa età, che logicamente passa molte ore in casa, sta quasi impazzendo per l'abbaiare dei cani. E' giusto tutto cio?

3
26 Giu 2012
alle 19:29

Anonymous User

Sono pienamente d'accordo con chi sostiene che il vicino non è tenuto a tollerare l'abbaio del cane in un appartamento del proprio condominio, ma è anche vero che spesso, all'interno di un condominio c'è una sorta di "dare e avere"....in parole povere sopportazione e pazienza nei confronti, di neonati, bambini particolarmente rumorosi e chiassosi, persone anziane malate ( personalmente per anni abbiamo sopportato un signore malato che nel cuore della notte urlava come un disperato nella stanza confinante la nostra camera da letto), o chi fa lavori di ristrutturazione che durano sette mesi dalle 7 alle 17 colpi di mazza dal lunedi al venerdi (sperimentato anche quello).

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11 Giu 2012
alle 11:16

Emanuela Zerbinatti

Emiliano chi mi conosce sa che condivido perfettamente le tue rimostranze. Anche io ho avuto vicini con cani molesti che abbaiavano da mattina a sera con pochi rari momenti di silenzio. Ma diciamo che non è la norma: se il padrone è intelligente ed educato gli animali nemmeno li noti. Viceversa il vicino molesto che vive per avvelenare la vita altrui e passa le giornate a studiare sistemi per attacar briga c'è sempre in ogni condominio. E se c'è un animale puoi star certo che lo userà per attaccare anche se l'animale in questione fosse campione d'educazione :)

di solito però è facile per gli amministratori capire se un cane è davvero molesto o se è il vicino che se ne lamenta ad essere molesto. Primo perché il condomino molesto molesta anche l'amministratore con le sue continue lamentele per tutto e tutti. Secondo perché è l'unico a lamentarsi dell'animale in questione

1
11 Giu 2012
alle 10:05

emiliano

Mi permetto di contestare l'incipit dell'articolo. L'"inferno" non lo vive solamente chi ha un cane che abbaia e che quindi attira le lamentele dei vicini. L'"inferno" lo vive anche chi non ha un cane e deve sopportare, talvolta, ore e ore di latrati senza che il padrone del cane faccia alcunché per (almeno) limitare questo disturbo.

Anche io amo gli animali, ho avuto cani e gatti. Ma non mi sono mai sognato di pretendere che i vicini sopportassero l'abbaiare del mio cane: questione di civiltà e di gentilezza. Io ho un cane, e se il cane dà fastidio devo risolvere il problema, invece di esigere che il vicinato lo sopporti. Del resto, così come io ho il diritto di vivere in compagnia di un animale, il mio vicino ha il diritto (altrettanto inviolabile) di non essere disturbato.

Purtroppo leggo toni da crociata da entrambi gli "schieramenti" (già, perché ormai pare che ogni tema debba per forza essere affrontato come una faida tra bande irriducibilmente contrarie). I non-cinofili inveiscono e pretenderebbero il silenzio assoluto. I cinofili, a loro volta, sembrano non voler neanche prendere in considerazione l'ipotesi che qualcuno avere da ridire sull'abbaiare (o su altri oggettivi disturbi che un cane può creare).

La mia regola personale: cercare di fare tutto il possibile per non disturbare il prossimo, invece di pretendere che il prossimo la pensi come me. Non è che siccome il cane non dà fastidio a me, allora non deve essere cosiderato fastidioso da altri. Non siamo tutti uguali, e bisogna rispettare le esigenze altrui.


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