Facebook: un profilo per Ratòn, toro killer diventato star

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Tre vittime in 10 anni per il "toro killer" Ratòn: quanto basta per diventare una "leggenda" con tanto di profilo su Facebook. E ora tutti vogliono sfidarlo.

raton_facebook.jpgIl suo nome in spagnolo vuol dire ‘topo’, ma Ratòn non ha nulla del piccolo roditore. Intanto è un toro di circa 500 kg. Ma, soprattutto, ha la fama del killer. Tre vittime in 10 anni: quanto basta per diventare una “leggenda” con tanto di profilo su Facebook.

L’ultima vittima è stata un giovane di 30 anni, saltato giù dagli spalti per sfidarlo nella Plaza de Toros di Xativa, vicino a Valencia domenica scorsa: Ratòn lo ha colpito più volte, sollevandolo dal suolo. Ma era solo l’ultima delle sue innumerevoli partecipazioni a eventi simili che in Spagna sono una tradizione secolare in cui giovani e meno giovani sfidano le corna di un toro nelle numerose fiestas dell’estate organizzate un po’ in tutto il Paese per dimostrare coraggio e virilità. Pare infatti che il “toro killer” sia richiestissimo.

Ratòn_Xativa-locandina.jpg Il pubblico vuole lui e per vederlo si muove in massa. Non solo: anche gli sfidanti fanno follie pur di scendere nell’arena con El toro Ratòn. E gli organizzatori si adeguano: la sua presenza fa lievitare il costo dei biglietti e di conseguenza l’ingaggio di Ratòn. Se un toro “normale” per un0ora di questo tipo di competizioni prende 1-2 mila euro, il “killer” ne prende 15mila. Questo è anche il motivo per cui Ratòn è ancora in attività. Il suo proprietario, Gregorio de Jesus, aveva deciso di toglierlo dalle arene, considerata anche l’età (10 anni che equivalgono a 60 di un uomo), ma “Cosa fai se ti mettono un assegno in bianco davanti al naso e ti dicono di scriverci la cifra che vuoi?“, si giustifica.

RATON_fiesta-Locandina.jpg A sconcertare di tutta la vicenda c’è però anche il fatto che nemmeno la sua ultima vittima avrebbe dovuto essere lì domenica. Il giovane sfidante di Xativa era, infatti, ubriaco e il servizio di sicurezza lo aveva già allontanato. Ma lui, in qualche modo, era riuscito a rientrare e a rituffarsi nell’arena, proprio davanti al micidiale toro che, senza pietà lo ha trattato come una bambola di pezza (per scelta personale in questo post non trovate foto della sequenza mortale né di Ratòn in azione ma solo delle locandine che dimostrano quanto è ambita la sua presenza). È un rischio calcolato che gli spagnoli sono evidentemente ben fieri di correre. Anche perché il curriculum di Ratòn non conta solo queste tre vittime, ma anche numerosi feriti lasciati per strada nel corso delle migliaia di ferias a cui ha partecipato. Tutto prontamente documentato con video e filmati finiti on line che hanno fatto di Ratòn una vera star internazionale: su YouTube ci sono moltissimi suoi video ed è stato attivato anche un seguitissimo profilo Facebook, ‘El toro Ratòn‘.

È quindi molto probabile che gli sfidanti continueranno ad aumentare per la gioia di allevatore e organizzatori. Fino al prossimo epilogo tragico.

Fonte: Adnkronos

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