Il felino come centro dell'universo
In Italia circolano oltre 3 milioni di capi d'abbigliamento con inserti in pelliccia di coniglio, cane e gatto. Metà vengono dall'Est asiatico e gli altri? Ecco cosa sostiene l'Associazione animalista Aidaa
Non facciamo in tempo a riprenderci dalle dichiarazioni choc del Senatore Pdl Carlo Giovanardi, secondo cui le battaglie animaliste contro lo scempio di carni e pellicce da parte dell'uomo danneggiano il Made in Italy, che subito troviamo un motivo un buon motivo, altrettanto choc, per pensare che gli animalisti fanno bene a contrastare il mercato giocato sulla pelle degli animali. Milioni di animali vengono uccisi nel mondo per farne pellicce. Tra questi almeno tre sarebbero di animali che noi consideriamo domestici: conigli, cani e gatti. Ma secondo l'Associazione per la difesa degli animali e dell'ambiente, Aidaa, molti sarebbero rapiti e uccisi in Italia. Ecco la sua denuncia.
GATTI RAPITI. "In Italia si stima siano in circolazione circa 3.000.000 di colli di pelliccia e interni di giubbotti in pelliccia realizzati con pelo di coniglio, cane e gatto, di questi oltre la metà proviene dalla Cina e dai paesi del sud Est Asiatico, mentre molti di questi colli sono realizzati in laboratori artigianali spesso clandestini situati anche in Italia", sottolinea l'associazione animalista Aidaa, secondo cui "sono circa 15.000 i gatti che ogni anno in Italia vengono rapiti (ma anche allevati) per poi essere uccisi e il pelo acconciato per poi essere lavorato e trasformato il pelliccia e nei suoi derivati".
IN ITALIA È REATO. Come dicevo, però, cani, gatti e conigli da noi sono animali domestici e, soprattutto i primi due, godono di maggiori tutele in quanto tali. "Ovviamente si tratta di un reato in quanto in Italia è proibito fare le pellicce con pelo di cane, gatto (e noi aggiungiamo che presto speriamo sia proibito anche con il pelo del coniglio)", ricorda infatti l'associazione.
NERI PIÙ RICERCATI. Augurandosi che il divieto venga esteso presto anche ai conigli come spera Aidaa, un piccolo appunto va fatto sui gatti e, in particolare sulle razze più ricercate. Al solito, infatti, i più massacrati sono i gatti neri perché è molto più ricercato dagli acquirenti e perché, spiega l'Aidaa, "si tratta del pelo che presenta la lavorazione più semplice per l'acconciatura data la sua uniformità di colore". Sì, insomma, il gatto nero è da tener lontano come la peste perché porta sfortuna ma se lo si deve indossare è il migliore.
Fonte: Adnkronos
LINK UTILI:
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