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Ricette proibite: in arrivo un libro per cucinare cani e gatti. Ma è già polemica

Emanuela Zerbinatti avatar Sabato 25 Febbraio 2012, 18:37 in I gatti e noi, Oltre le vibrisse di Emanuela Zerbinatti

Fa discutere il libro "Ricette proibite" sui piatti a base di cani, gatti e altri animali oggi "tutelati". Enpa: «iniziativa di cattivo gusto». L'Autore Lorini: «è tradizione culinaria italiana». Il precedente di Bigazzi. Ecco le due posizioni

ricette-gatto-libro-fa-discutere.jpg Cicogna arrosto, volpe alla brace, spezzatino di tasso. Porcospino al sugo, stracotto d'asino, cigno con le arance. Perfino gatto in umido e ragù di corvo. Sembrano nomi usciti da un libro di magia della strega cattiva di qualche favola, ma sono tutte vere. Appartengono alla tradizione secolare culinaria italiana, come spiega Tebaldo Lorini nel suo libro Ricette proibite (Polistampa, pp. 80, euro 10). Il volume uscirà il 1° marzo in libreria ma è già chiaro che non mancherà di suscitare discussioni e polemiche. Ad aprire il coro dei contrari ci ha pensato ieri l'Ente Protezione Animali (Enpa) che ha bollato il libro come «iniziativa di pessimo gusto». Vediamo come ha risposto l'Autore e le motivazioni dell'Ente protezioni animali.


IL LIBRO. «Avete mai assaggiato il porcospino al sugo? E i cosci di volpe alla brace? Probabilmente no. E nemmeno la zuppa di tartaruga o lo scoiattolo in umido. Magari è capitato ai genitori o ai nonni: questi piatti prelibati, infatti, hanno fatto parte della nostra tradizione culinaria, anche se oggi nessuno li proporrebbe ai propri ospiti. Ma chi ha detto che certi animali si possono mangiare e altri no? Le leggi in materia sono diverse da paese a paese, come lo sono del resto usi e costumi, storia e tradizioni. Il gusto cambia anche col passare del tempo, e oggi alcune ricette sono un classico da pranzo domenicale mentre altre non possono essere neanche nominate», spiega Lorini.

In "Ricette proibite" Lorini, esperto di folklore e tradizioni gastronomiche, passa brevemente in rassegna le abitudini alimentari dei popoli antichi, per poi arrivare alle usanze più recenti, magari quelle dei nostri nonni, mostrandoci come «pietanze che oggi non presenteremmo mai ai nostri ospiti, fossero una volta di uso comune». Si fosse fermato qui Enpa non avrebbe forse detto nulla. Ma i cinquanta piatti che seguono, corredati dalle illustrazioni a colori di Marta Manetti, sono accompagnati da consigli sulla preparazione delle carni e sui modi e tempi di preparazione: un invito ad accettare la sfida e scoprire in cucina «il gusto del proibito». Un invito a delinquere e basta, secondo Enpa.
Tutto dipende, forse, dalla confidenza che abbiamo con un animale. «Non mangeremmo mai il cane che ci scodinzola intorno, né il gatto che si struscia alle nostre gambe, ma anche i nostri amici a quattro zampe sono stati, in più di un'occasione, oggetto di attenzioni alimentari. E a volte basta uscire, anche di poco, dalle nostre città per ritrovare qualcuno dei piatti descritti in questo libro: ricette gustose, impensabili, proibite», sostiene Lorini.


NOVITÀ EDITORIALE DI PESSIMO GUSTO. A questa spiegazione Enpa ovviamente non ci sta. «Di un ricettario che insegna agli italiani a cucinare, tra gli altri, cani, gatti, cicogne, porcospini, non sentivamo alcun bisogno. "Ricette Proibite" è una iniziativa editoriale di pessimo gusto che da spazio al consumo alimentare di specie animali a vario titolo tutelate dalla legge.» Lo dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali che prosegue: «Ciò che risulta difficile comprendere è il motivo che ha spinto l'estensore del ricettario a fornire i suoi assurdi suggerimenti culinari, peraltro assolutamente non richiesti, visto che egli stesso sostiene che noi non "mangeremmo mai il cane che ci scodinzola intorno, né il gatto che si struscia alle nostre gambe". Evidentemente, l'autore aspira ad iscriversi alla categoria di quanti vogliono farsi pubblicità sulla pelle degli animali.» «Fortunatamente - prosegue l'Enpa - le nostre abitudini alimentari sono radicalmente cambiate e stanno tuttora continuando a cambiare, come dimostra il crescente numero di persone che alla carne preferiscono il menù vegetariano o vegano. Il nostro ufficio legale valuterà la legittimità della divulgazione di argomenti che non rivestono un oggettivo carattere scientifico


A BIGAZZI BASTÒ UNA SOLA RICETTA. Pensare che una polemica simile l'avevamo già vista a La prova del cuoco qualche anno fa, quando il giornalista e gastronomo Beppe Bigazzi ebbe la malaugurata idea di spiegare come cucinare il gatto. Apriti cielo! Alla valanga di proteste dei telespettatori seguì prima la sospensione della storica spalla della Clerici dal programma e poi la cacciata dalla Rai. Anche lui allora tentò di spiegare che "stava solo ricordando una ricetta della tradizione culinaria del passato della sua Toscana", ma che "mai e poi mai si sarebbe sognato di cucinare, mangiare un gatto, o di suggerire ad altri di farlo". E in questo gli davo ragione. Ma il fatto è che quando vai in tv a dire certe cose, non puoi dare per scontato che a tutti gli spettatori arriverà il messaggio corretto o che un messaggio così forte non turberà la sensibilità di qualcuno.


Posso dire che provo un certo fascino per la storia gastronomica del nostro Paese, ma un libro come ricette proibite non riuscirei mai a leggerlo. Nemmeno sapendo che comunque oggi non si cucinano più, per fortuna, animali che sono abituata a immaginare come membri della famiglia e che se qualcuno si azzardasse solo a provarci commetterebbe un reato punibile dalla Legge. A scoprirli, ovviamente.

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6 commenti
6
30 Apr 2012
alle 18:46

Silvia

A dir il vero, ho sempre pensato che l'unica carne che abbia un senso mangiare sia quella degli erbivori, animali capaci di digerire e quindi trasferire nei loro muscoli le sostanze nutritive dei vegetali, cosa che noi non siamo in grado di fare perché non abbiamo gli enzimi necessari, ma purtroppo è un dato di fatto che nella società contadina, quando non c'era nient'altro da mangiare, si mangiava qualunque cosa, anche piccoli animali, dallo scarso potere nutritivo, ma pur sempre in grado di riempire lo stomaco. Farlo al giorno d'oggi, per sfizio e non per fame, rasenterebbe la perversione!

5
04 Mar 2012
alle 18:13

Emanuela Zerbinatti

Sì in effetti la ricetta di carne umana avrebbe ci poteva stare tra i proibiti. Ma il fatto è che è proibita da sempre e anche se non lo fosse per legge ci sarebbero ben poche persone disposte a provare, motivo per cui anche nella nostra tradizione non esistono ricette di questo tipo

4
04 Mar 2012
alle 17:33

Alessandro

a questo punto mi chiedo perchè nel libro non abbia inserito anche una ricetta per cucinare l'uomo?? è illegale anche quello e avrebbe dato più completezza ad un libro decisamente insano.

3
27 Feb 2012
alle 13:20

gatto panceri

e se nessuno comprasse questo schifo di pseudo libro? così da mandare "per stracci", sia  l'autore che l'editore? tanto capiscono solo quando gli "tocchi" il portafoglio! sarebbe bellissimo! potremo chiamarla " la rivincita dei gatti!! alla faccia loro... e mi auguro veramente di tutto cuore, che gli rimangano tutte le copie sugli scaffali!!!

2
26 Feb 2012
alle 22:45

Roberto

E se mettessimo l'autore del libro in forno a fuoco lento fino a termine cottura ?? cosa ne penserebbe non siamo mica più ai tempi del medioevo !!!

1
26 Feb 2012
alle 19:32

aradis

ricorderei che alcuni degli animali sono protetti e quelli da affesione come i gatti è reato ucciderli e quindi cucinarli, questa è istigazione al reato, dovrebbero ritirare il libro epr legge da ogni libreria, e all'autore dico vergognati assassino


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