Un Grande Fratello per salvare raro gatto di Van. Simbolo Turchia in reality online

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Gatto bianco simbolo della Turchia rischia di sparire: ha occhi bicolori, un'anomalia genetica. Presto online reality dall'unico allevamento al mondo scampato al terribile terremoto del 2011. Ecco come il Grande Fratello lo salverà dall'estinzione.

raro-gatto-di-van-occhi-bicolori.jpg Riusciranno gli occhi bicolori del rarissimo gatto di Van (foto) a bucare gli schermi? È quelli che si augurano tutti in Turchia, dove questo gatto bianchissimo è considerato simbolo nazionale, ma dove sono rimasti anche gli unici esemplari ufficialmente riconosciuti al mondo e dove ora si cercherà di salvarlo dall’estinzione anche con il reality che verrà lanciato online a breve.

UNA RARA ANOMALIA. Ad illustrare ad ANSAmed le vere caratteristiche di questa razza e le prospettive multimediali messe in campo per salvarlo è un professore universitario considerato la massima autorità nel settore: Fetih Gulyuz, direttore del Centro di ricerca sul gatto di Van dell’Università del Centenario, ateneo che si trova nella città affacciata sull’omonimo e azzurrissimo l’ago nell’est della Turchia. Il docente ha confermato che “per quanto ne sappiamo, non ce ne sono altri” e che “Gatto di Van” è l’unico al mondo con l’eterocromia oculare, ossia gli occhi di colore diverso. Sarebbe “un’anomalia genetica“, riferisce Gulyuz ricordando che il “Van kedisi” ha tre tipi di colorazione degli occhi: entrambi gialli, entrambi azzurri e quella più caratteristica con “uno azzurro e uno giallo”.

Una rarità che, però, rischia di sparire. Il centro di ricerca di Van, ha ricordato il suo vice all’agenzia turca Anadolu, è stato creato proprio per proteggere il Van kedisi dall’estinzione. Come ricorda Wikipedia, questa versione completamente bianca non è ancora riconosciuta in Europa a differenza delle più comuni varianti con coda e testa colorate.

SCAMPATO ANCHE AL TERREMOTO. Del resto, tra leggenda e realtà, il gatto di Van sembra una razza destinata a salvarsi sempre per miracolo. L’allevamento, che si sviluppa in un edificio a due piani affiancato da due gabbie con tettoia, non ha subito, infatti, danni per i due terremoti che tra l’ottobre e il novembre scorsi causarono quasi 650 morti e 60 mila senzatetto nella provincia di Van al confine con l’Iran: già meno di quattro ore dopo il sisma, ha riferito Gulyuz, “i gatti si comportavano come al solito, normalmente” e tre dei quattro custodi “hanno continuato a nutrirli come sempre, non c’è stato nessun problema“, ha aggiunto confermando che non sono mai stati abbandonati. Ma non c’è da stupirsi di tanta dedizione anche in un momento così drammatico: è l’animale simbolo di Van. Il suo muso compare nei display luminosi all’ingresso della città dove, al centro di un’arteria, troneggia una sua statua alta quattro metri. La Turchia è così orgogliosa di questo gatto che pure Ankara ha scelto i suoi occhi bicolore per un recente logo turistico.

Ad alimentare il mito del Van è anche la voce che, a differenza di tutti gli altri gatti, ami l’acqua. Una convinzione derivata tra l’altro dalla leggenda secondo cui questo gatto ha imparato a nuotare saltando giù dall’arca di Noé prima che si arenasse sul vicino monte Ararat e su internet è indicato spesso come “gatto nuotatore“. Tuttavia, “Che ami l’acqua è una leggenda, mai verificata attraverso alcuno studio scientifico“, sostiene il direttore del centro di ricerca negando che la sua morbida pelliccia sia impermeabile. Come nel caso del cane, se lo si getta in acqua cerca di non affogare, “ma possiamo dire che gli piaccia nuotare?“.

Viceversa è vero che i Van “sono sensibili“, afferma Gulyuz: “amano molto essere coccolati” e la vita di casa, ma anche “la loro libertà” e quindi “hanno bisogno di andare in giro“, ad esempio in giardino.

NIENTE VAN IN EUROPA. Vi è venuta voglia di averne uno tutto per voi? Ho paura che dovrete rinunciare. A meno che non vogliate trasferirvi in Turchia. Quello universitario, infatti, è l’unico allevamento ufficiale, dice il professore ricordando che vi sono ostacoli burocratici per l’esportazione dei Van: il centro vende solo 10-15 cuccioli l’anno al prezzo dell’equivalente di 85-210 euro (?), mentre privati o i negozi di animali della zona ne piazzano 50-60. Con un prezzo così verrebbe voglia a chiunque di portarsene via un po’ e aprire un allevamento se pensiamo che da noi razze per nulla rare costano anche 4-10 volte di più. C’è qualcosa che mi sfugge. Non sarà che è raro perché se lo tengono tutto per loro? In attesa di capire ci toccherà accontentarci di guardalo online.

GRANDE FRATELLO IN RETE. Anche se rari, presto sarà infatti possibile ammirare i candidi turchi di Van su internet: “entro due mesi“, ha annunciato Gulyuz, comincerà una “trasmissione dal vivo” attraverso un sito in allestimento. Come ha precisato il vice, Mehmet Karaca, saranno dislocate 12 telecamere in diversi punti dell’allevamento che, nato nel 1997, al momento ha poco più di 100 gatti: sarà possibile seguire soprattutto le interazioni fra “mamme” (quasi ottanta) e cuccioli.

Fonte: ANSAmed

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