Il felino come centro dell'universo
Quale libro c'è nel tuo destino professionale? Ecco le pagine che ci hanno fatto dire "da grande farò lo scienziato": il Carnervale dei libri di scienza #8 è arrivato!
Eccoci arrivati, finalmente, all'ottava edizione del Carnevale dei libri di scienza. Dopo la proroga rispetto alla data canonica del 21 del mese, possiamo conoscere i libri che ci hanno spinto a diventare scienziati. Sì, insomma, quelli che ci hanno fatto dire "ho deciso, 'da grande' farò lo scienziato".
In continuazione col tema dell'edizione precedente del Carnevale dedicata ai libri di scienza per ragazzi e ospitata sul blog Il piccolo Friedrich di Cristina Sperlari, ma anche qualcosa di più, perché "gli studi non finiscono mai" e per uno scienziato di svolte lungo il cammino professionale ce ne sono sempre diverse, il Carnevale del mese di maggio era dedicato ai "libri del mio/vostro destino". Vediamo dunque quali sono quelli dei blogger partecipanti a questo carnevale scientifico.
Si parte con Daniele Gouthier che ci segnala Il romanzo di Galileo di Luigi Ugolini (Paravia, 1946). Non è esattamente il "libro del suo destino" perché quello è Qual è il titolo di questo libro? di Raymond Smullyan, già segnalato in altra edizione del carnevale, ma di sicuro è un libro di formazione. Lui l'ha letto quando aveva nove anni, la stessa età della zia che glielo regalò quando lo lesse. E, infatti, è un libro che non è facile trovare. Peccato perché l'idea di proporre la vita degli scienziati in modo più accattivante come può esserlo un romanzo scritto bene e meno didascalico aiuterebbe i giovani ad avvicinarsi alla scienza senza paure o pregiudizi. Ce lo segnala perché questo testo gli ha lasciato in particolare "un'attenzione alla scienza immersa nella storia e, di conseguenza, un certo fastidio per quando i risultati scientifici vengono presentati come eterni e, in definitiva, a-temporali".
Rimanendo in ambito storiografico Palmiro di knedliky ci segnala il libro di Carl Boyer Storia della matematica che ai tempi dell'università lo aiutarono "a superare alcuni pregiudizi". Anche lui poi ci segnala alcuni libri introvabili oggi che meriterebbero invece una ristampa. Ma per sapere quali, vi rimando al suo post.
Tocca a Maurizio Casiraghi che su Proceso de cambio del circuito di Linx Edizioni, ci porta nel mondo della paleontologia con La vita meravigliosa. I fossili di Burgess e la natura della storia" di Stephen Jay Gould. Di libri importanti nella sua formazione ne ha letti diversi anche da bambino ma questo, scoperto all'università, ha qualcosa di particolare perché "ha rappresentato un punto di svolta nel mio modo di pensare e posso dire tranquillamente che mi ha fatto decidere in che direzione indirizzare la mia formazione". Maurizio, infatti, oggi è un biologo evoluzionista, e se ha uno sguardo pluralista sulla scienza, molto lo devo a Stephen Jay Gould. Nel post ci spiega perché.
È ora di fare un salto nello spazio profondo con Tavole di astronomia segnalato da Rosa Maria Mistretta su La scuola del sapere. Lo lesse da bambina e divenne in breve il suo libro preferito. Un po' strano che un libro di tavole possa affascinare? Nemmeno tanto: scoprite cosa l'ha conquistata leggendo il suo post.
Torniamo sulla Terra per scoprire (o riscoprire) un classico della letteratura scientifica. Parliamo de L'Origine delle specie di Charles Darwin segnalato come libro fondamentale per la propria formazione da Patrizia Martellini sul blog Evolve or die. Un classico che sta sulla bocca di tutti gli scienziati ma di cui nessuno veramente parla. E così la nostra studentessa universitaria decide di colmare la lacuna. E la sua curiosità. Inutile dire che le si aprì un nuovo mondo. Scoprite come leggendo ciò che ci ha raccontato dell'esperienza.
Deciso su quale sia il "libro del suo destino" anche .mau. nel suo blog Notiziole di .mau. Enigmi e giochi matematici di Martin Gardner. Quando lo lesse verso la fine degli anni '70 è la sua scelta era già appassionato di numeri, ma quel volumetto gli fece scoprire le meraviglie della matematica, la possibilità di ricavare cose favolose, e insomma, la voglia di andare a scoprire anche gli altri quattro volumi Sansoni di Gardner (oramai introvabili in italiano) e poi alle altre sue raccolte, e ai libri di matematica ricreativa di altri autori. E di scriverne a sua volta, anni più tardi. Ma questo già lo sapete, vero?
Passiamo a Kees Popinga che nel suo blog Popinga ci segnala un altro libro di poco appeal a una sola lettura del titolo, ma che, almeno nel suo caso, si è rivelato, invece, molto importante. Il Dizionario dell'ambiente (Editori Riuniti, 1980) è infatti "uno degli esempi più riusciti di divulgazione scientifica per promuovere l'azione sociale" peccato che non lo si trovi più. Il testo era concepito come un manuale con 135 voci riguardanti l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, i luoghi di lavoro, l'assetto idrogeologico e la gestione del territorio, l'alimentazione, i problemi demografici, l'energia. Beh certo a distanza di trent'anni alcune parte dovrebbero essere rivedute e altre riscritte per come sono poi andate le cose. Ma lo scopo degli autori era quello di fornire strumenti di conoscenza scientifici e normativi affinché il lettore potesse intervenire con una certa competenza nel proprio ambito abitativo e lavorativo per la tutela dell'ambiente e della salute e questo, se permettete, è un obiettivo che ancora non si è raggiunto. L'informazione diventa sempre più alla portata di tutti ma quando si tratta di utilizzarla nel concreto delle nostre vite, demandiamo paradossalmente ogni azione all'intervento di altri, ritenuti più esperti come se la cosa non ci riguardasse o non fosse alla nostra portata.
Indubbiamente gli anni in cui questo libro segnò "la visione della scienza e del suo ruolo nella società" del nostro blogger erano molto confusi ma anche caratterizzati da importati conquiste sociali e lavorative e quindi c'era forse più la speranza di essere una parte del tutto capace ne suo piccolo di cambiare il mondo mentre oggi siamo rassegnati al fatto che tanto nulla dipende da noi. Ma non sarà che abbiamo perso la speranza perché ci siamo rassegnati sedendoci ad aspettare, e non il contrario?
Per sapere se oggi manca davvero un libro come "Il Dizionario dell'ambiente" delle Edizioni Riunite andate a leggere cosa ne ha scritto Kees Popinga.
Mi sono dilungata un po' ma non mi capita spesso di parlare di come la divulgazione scientifica può incrociare tematiche di più stretta attualità socioeconomica.
Ci riporta al Carnevale (e alla matematica di Gardner) Paolo Alessandrini che su Mr. Palomar ci parla della rubrica de "Le Scienze" "(Ri)creazioni al calcolatore" che nel 1990 era curata dal matematico e informatico canadese Alexander Dewdney. Fu questa a instillargli l'amore per l'informatica che tuttora costituisce la sua professione. Poi però un libro del suo destino ce lo tira fuori. È Il collasso dell'universo di Isaac Asimov
Francesca Magni di Linee di scienza, sempre di Linx Edizioni, ci lancia La sfida della complessità curato da Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti. L'ha incontrato tardi come testo, all'università, ma non se ne è più separata e infatti come molti di voi hanno raccontato per le loro segnalazioni, è "un po' rovinato" a furia di usarlo. Meglio quindi leggere dalle sue parole di cosa si tratta.
Complessità per complessità, Science for passion di Tania Tanfoglio ci accompagna nel mondo dei comportamenti sociali con il papà dell'etologia. L'anello di re salomone di Konrad Lorenz è la sua prima segnalazione. Nello stesso post ci ricorda però anche un altro testo importate per lei l'Enciclopedia della Salute (Edizioni Librex) del 1976, ma soprattutto un quaderno: il suo di scienze delle medie che è ancora lì accanto a lei, sempre ricco di schemi, disegni, riassunti, colori... Entusiasmo.
Diamogli un'occhiata anche noi!
Rimaniamo su Linx Edizioni perché adesso c'è il Teresa Celestino del blog Urto efficace che ci segnala Elogio dell'imperfezione di Rita Levi Montacini che per lei ha segnato il percorso della via dell'imperfezione affascinandola ininterrottamente da quando lo lesse "con avidità, a quindici anni". Il libro è un classico che di sicuro conoscete, né romanzo né saggio ma autobiografia di una delle nostre scienziate più vitale e longeva. Ma se volete rispolverare il suo entusiasmante percorso di vita fatto di incontri ed esperienza straordinarie leggete il post di Teresa.
E veniamo, infine, a me. Sul blog Gattivity ho pensato di suggerire alcuni testi che c'entrano un po' con quelli che sono stati "i miei libri del destino", ma che sono molto più recenti e quindi reperibili facilmente e che potrebbero diventare il libro del destino di qualche scienziato di domani. Si parte da due libri per aspiranti etologi Consigli per un giovane etologo di Enrico Alleva e Nicoletta Tiliacos, e Idee per diventare etologo di Elisabetta Visalberghi, in cui parlo anche della collana Zanichelli "I mestieri della scienza", per arrivare a una nostra vecchia conoscenza, Monica Marelli, con il suo C'era un gatto che non c'era, fresco fresco di stampa per Scienza Express.
Su Arte e salute svelo invece i miei libri del destino". Sono un po' ma in effetti il mio percorso ha subito piccoli aggiustamenti di traiettoria, senza mai perdere quanto apprezzato in precedenza ma acquisendo nuovi punti di prospettiva per uno stesso disegno del destino, probabilmente. Sono dell'idea che nulla accade mai davvero per caso. E così siamo arrivati proprio alla fine. Non mi resta che ringraziarvi per l'impegno, i suggerimenti offerti con le vostre segnalazioni e darvi appuntamento al 21 giugno sul blog Evolve or die di Patrizia Martellini per la nona edizione del Carnevale dei libri di scienza dedicata al tema delle "Piante".
E' bello ritrovarci di volta in volta a fine mese per questa festa, anche io sono discontinuo, per tanti impegni, questa volta i contributi sono numerosi e tutti interessanti,
complimenti Emanuela!
alle 22:41
Teresa
Una bella vetrina di libri, che ha avuto l'effetto di farmi sorgere la curiosità per libri di cui non sapevo nulla e che potrebbero essere utilissimi anche per l'attività didattica.