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Anatomia del gatto: bocca a misura di topo

Domenica 8 Luglio 2012, 18:23 in Anatomia e fisiologia, Etologia di

Il gatto è un cacciatore nato e non solo per l'istinto che affina con gli insegnamenti materni e con il gioco. Tutta l'anatomia del gatto a partire dalla bocca fanno di lui il nemico perfetto per il topo. Ecco come.

gatto-cacciatore-anatomia-perfetta.jpg Il gatto è un cacciatore nato. Lo abbiamo visto qualche giorno fa con il video in slow motion di una seduta di gioco che ricordava in tutto e per tutto le battute di caccia di un grande felino della savana seppur concentrata nei movenze e nelle dimensioni di un tenero micino. Il gioco, in effetti, è per il gatto, come per tutti gli animali uomo compreso, uno strumento formidabile per mettersi alla prova e affinare le proprie doti innate. Ma non va sottovalutato il ruolo educativo dei genitori nelle prime fasi di vita, e della mamma in particolare. E per quanto riguarda i gatti la caccia è senza dubbio uno dei primi insegnamenti che ricevono i piccoli ricevono da mammà.


PRIME LEZIONI PER ASPIRANTI MICI. Quando raggiungono una settimana di vita, la madre, che inizialmente si allontanava giusto il tempo per procurarsi e mangiare il cibo, comincia a portare la preda nella cuccia e a cibarsene davanti ai piccoli anziché consumare il pasto sul luogo della cattura, per insegnargli ad assumere cibi solidi. In seguito, torna con la preda già morta e simula l'uccisione per mostrane loro come finire un piccolo animale appena catturato. Nel corso delle lezioni successive, dedicate a come "procurarsi la cena", i cuccioli dovranno mangiare da soli quanto ricevono. Verranno poi istruiti su come portare a termine l'uccisione di una preda trasportata in fin di vita nella cuccia o, più probabilmente, verranno invitati a seguire la madre nella loro prima battuta di caccia.

I cuccioli che non seguono questo iter educativo e che quindi non apprendono l'arte della caccia dalla madre dovranno imparare ad arrangiarsi da soli, e da soli risolvere i problemi che incontrano basandosi solo sull'istinto. Alcuni riusciranno con successo a recuperare l'istinto naturale nascosto da qualche parte nei loro geni. Altri invece troveranno la caccia molto complicata, soprattutto se potranno contare sul fatto che comunque ci sarà sempre un umano a provvedere a nutrirli. La speranza che questi ultimi, in caso di necessità, riescano comunque a tirar fuori il "cacciatore che è in loro", per fortuna rimane sempre. Ma si riduce enormemente se nella famiglia di umani, si sono ritrovati come compagni di gioco piccoli porcellini d'india o topolini che difficilmente riuscirebbero a considerare come potenziale bottino per la cena. Tuttavia, come detto, la speranza è l'ultima a morire.

IL FISICO DEL CACCIATORE. E poi l'istinto, per quanto sopito possa essere, si accompagna sempre a una struttura fisica che più adatta per cacciare piccole prede quali, appunto, cavie e topolini non potrebbe essere. Infatti, anche se il nostro micio non diventerà mai il re della giungla, è dotato comunque della stessa struttura fisica di una tigre o di un leone, o di un leopardo. E in quanto predatore carnivoro, pur destinato ad adattarsi alla comoda vita della vostra famiglia, ha un corpo ancora progettato per vivere allo stato selvatico.

Prendiamo la bocca, ad esempio. Il gatto ha una cavità orale corta e larga, di colore roseo, circondata dalle labbra. Il labbro superiore è dotato di lunghi baffi o vibrisse che hanno una funzione tattile: sono peli differenziati e innervati che gli servono a "sentire" e a orientarsi. Il labbro inferiore presenta invece un bordo libero e un po' ondulato. Il palato mostra creste rialzate e serrate e la lingua, corta e larga, è ricoperta da grandi papille coniche e cheratinizzate, che la rendono molto ruvida e ideale per la pulizia personale. Ma è nei denti la loro essenza di cacciatore. Un gatto adulto ne possiede 30: 16 (sei incisivi, due canini, quattro premolari e quattro molari) nella mascella superiore e 14 (sei incisivi, due canini, quattro premolari e due molari) in quella inferiore. Il cucciolo ne ha, invece, solo 26 (mancano quattro molari) e sono tutti decidui, in quanto destinati a cadere entro i sei-sette mesi, lasciando via via il posto a quelli definitivi.

COME UN PICCOLO LEONE. I denti di un gatto sono la versione miniaturizzata di quelli di un leone, e identico è anche (in proporzione) lo spazio fra le fauci (i canini), perfettamente calcolato perché possano penetrare fra due vertebre contigue della preda, spezzandone il collo. Se le fauci del leone sono spaziate per uccidere gnu e zebre, quelle del vostro micio sono "tarate" sui topi. I denti laterali e posteriori del gatto sono progettati, invece, per recidere la carne, mentre la masticazione ruminante non è possibile. Praticamente una perfetta macchina di distruzione di massa ...per topi.

Quando si dice le physique du chat! Pensateci la prossima volta che guarderete il vostro tenero gattino giocare alla caccia.

Fonti:
Warner T., Gatti, il linguaggio del corpo. 100 modi per capirli, De Agostini (2011).
Taylor D., Il cucciolo di gatto. Manuale di addestramento felino, De Agostini (2011).
AA VV, Enciclopedia del gatto, Giunti Editore (2010).

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