Il felino come centro dell'universo
Dal nome di una cagnolina molto speciale è nato il Progetto Quasi per accogliere e mettere nelle condizioni di essere adottati cani e gatti disabili, maltrattati o anziani. L'idea da una lotteria su Facebook.
Si chiamano Pillo, Crostatina, Jack, Due, Dorina e in altri 70 modi diversi, ma i loro amici li chiamano affettuosamente "pelosetti storti", perché il loro aspetto non è dei più attraenti. Al primo sguardo sembrano, infatti, solo cani e gatti malati, vecchi o spaventati da storie di abbandono e anni di maltrattamenti. Ma a riuscire ad andare oltre, si scopre quanto amore possono ancora dare e quanto possono essere speciali ciascuno a suo modo.
Basta metterli nelle condizioni di farlo. E se oggi Pillo, Crostatina e tanti altri "pelosetti storti" possono dire di essere rinati, è proprio perché qualcuno li ha restituiti alla vita, con tenacia e notevole spirito creativo-imprenditoriale. Questo qualcuno ha il nome e il volto di Fabiana Rosa, la fondatrice dell'Associazione "Progetto Quasi", e dei tanti amici che anche attraverso Facebook hanno voluto dare il loro contributo per realizzare la "Casa famiglia" che oggi accoglie i cani più sfortunati.
L'IDEA PARTITA DA FACEBOOK. Tutto è nato dopo l'adozione da parte di Fabiana della cagnetta 'Quasi'. "È una meticcia di taglia medio-piccola affetta dalla sindrome della spina corta, che le ha regalato un aspetto buffo, ma anche una grave difficoltà locomotoria - spiega la presidente -. Doveva essere operata a una zampa per permetterle di camminare meglio: a causa della sindrome, le sue vertebre sono fuse e non ha alcuna mobilità nel collo né nella schiena. Questo ha causato una grave scoliosi e il bacino inclinato ha fatto crescere una zampa più corta dell'altra. E, come se non bastasse, quella più corta aveva la rotula lussata". Insomma un bel problema. "Così, per darle una mano abbiamo deciso di farla operare. Dalla pagina Facebook dell'altro cane che ho adottato", anche lui 'speciale' e che si chiama Mongo, "abbiamo quindi cominciato a dare magliette in cambio di un'offerta per operare Quasi. In poco tempo abbiamo raccolto i fondi necessari e questo mi ha fatto pensare che se funzionava per lei, poteva funzionare anche per altri cani."
LA CASA FAMIGLIA. "Con una sorta di lotteria su Facebook abbiamo raccolto i soldi che servivano a tirare fuori da una struttura lager un cane disabile, curarlo e farlo adottare. Vendetti 800 biglietti e cominciai la mia avventura nel volontariato attivo". "Nel giro di un anno, dopo aver curato qualche cane mantenendolo in una clinica veterinaria di Roma - prosegue Fabiana, che si occupa di riabilitazione neurocognitiva nei bambini - volevo qualcosa in più: così ho ideato la 'Casa Famiglia', offrendo alla mamma di un mio paziente la possibilità di ospitare presso la sua casa, vicino a Roma, cani in attesa di adozione, in cambio di un rimborso spese. I volontari versano infatti 10 euro al mese a testa, e questa donna, che si trovava in condizioni economiche disagiate, oggi mantiene se stessa e il figlio grazie al nostro progetto. Oggi la 'Casa Famiglia' ha un box di 25 mq utilizzato per cani 'difficili' o estremamente spaventati, 400 mq di giardino, 5 cucce donate da uno sponsor, cibo di qualità che ci viene donato dai sostenitori attraverso un sito che ci offre condizioni particolari, e naturalmente affetto, amore e tutte le cure necessarie che paghiamo grazie a eventi (cene, pranzi, feste, piccoli mercatini) durante tutto l'anno".
COME FUNZIONA. A spiegare come si svolge in concreto la presa in carico dei quattro zampe sfortunati è sempre la caricatissima presidentessa: "Con i proventi di ogni iniziativa, preleviamo cani disabili o in condizioni di disagio - prosegue - li mettiamo in stallo presso al nostra 'Casa Famiglia', li facciamo curare se ne hanno bisogno, gli cerchiamo una casa. Pian piano sono arrivati i "pelosetti storti" di cui sopra, Pillo, Crostatina, Jack, Due, Dorina e tutti gli altri 70 cani che sono stati salvati, curati e adottati felicemente in due anni. Molti erano disabili: cani con lesioni cerebrali, tripodi, con un occhio solo, zoppi, anziani, malati di leishmania". E non finisce qui.
Col tempo l'idea iniziale si è arricchita, infatti, col progetto "Adotta un minianziano": "gli anziani di taglia piccola - spiega ancora Fabiana - sono quelli che soffrono di più la reclusione in canile, e quelli che più vi rimangono, visto che le taglie piccole sono le più longeve e possono arrivare anche a 20 anni. Non si difendono dagli altri cani e spesso non riescono a mangiare perché sopraffatti da quelli più grandi: la vita in canile è un inferno senza fine, per un 'mini-anziano'. Adottarne uno è un'esperienza meravigliosa: la gratitudine è qualcosa che queste creature conoscono bene. Inoltre, un anziano non ha l'esuberanza di un cucciolo e difficilmente ci si trova a dover fare i conti con porte mangiate, cuscini sventrati e bisogni da pulire ovunque. Adottare un anziano significa regalargli una vita: il tempo che passerà con voi, quale che sia, poco o tanto, cancellerà dalla sua mente gli infiniti anni di canile, di brutture, di randagismo, di maltrattamenti".
ACCOGLIENZA ANCHE PER I GATTI. Senza dimenticare i gatti che hanno anch'essi bisogno di un aiuto speciale per rinascere a nuova vita quando sono venuti su un po' "storti". E così oggi tra le immagini Facebook degli adottati e adottandi ci sono anche Ovatta, micina bianca e sorda (foto), Sfigatto, micio nero con le ossa rotte e denutrito, Micro e Mini, dal motore con furore, e tanti altri pelosetti miagolanti.
IL FUTURO. "Da pochi giorni - conclude orgogliosa Fabiana - siamo ufficialmente un'associazione di volontariato, e per il prossimo anno vorrei sviluppare un progetto con le scuole della Ciociaria per la prevenzione del randagismo, oltre che andare avanti con ciò che abbiamo fatto fino a ora. Siamo una realtà piccola, ma che funziona bene: ci occupiamo di cani, e nel frattempo una mamma sola con un bambino disabile è uscita dallo stato di indigenza. C'e' chi dice 'preoccupatevi dei bambini, invece che dei cani': noi ci occupiamo di entrambi e funzioniamo alla grande". Quanto alla piccola Quasi, non smette di ispirare Fabiana e tutti coloro che la conoscono: "Ho cominciato a scrivere un libro sulla mia vita con questo esserino speciale - dice Fabiana - e vorrei tanto portarla al concorso del cane più brutto del mondo in America, 'esportando' il nostro Progetto e facendolo conoscere il più possibile. Per di più abbiamo trovato anche un'altra famiglia con un cane affetto dalla stessa sindrome di Quasi negli Stati Uniti, e anche loro si occupano di adozioni: sarebbe bellissimo incontrarci".
Che dire di più se non grazie per quanto state facendo?
Fonte: Adnkronos Salute
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Micòl Mancini
Qualcuno si merita un posto in Paradiso...