Il felino come centro dell'universo
Tribunale del Riesame accoglie a metà il ricorso della Marshall: rende Green Hill, ma non i cani. Lav: «Verso l'adozione definitiva». Ecco perché gli attivisti esultano.
La decisione del Tar di prendersi un giorno in più per decidere del destino di Green Hill e dei sui beagle dopo il ricorso presentato dalla Marshall proprietaria dell'allevamento contro il sequestro, aveva destato qualche preoccupazione negli animalisti di Lav e Legambiente che erano stati nominati tutori legali per decisione del Tribunale di Brescia tanto da fermare, temporaneamente, l'affido dei cani in corso da giorni a Montichiari (foto). Poi, finalmente, la decisione tanto attesa è arrivata: gli animali - sulla cui gestione sono state riscontrate gravi irregolarità che hanno portato alla denuncia per maltrattamento di tre responsabili della struttura - restano sottosequestro e in affido temporaneo alle due associazioni affinché trovino loro una sistemazione idonea; l'allevamento torna, invece, ai proprietari.
Questa decisione che sulla carta sembra un po' «salomonica» (non rende i cani ma di fatto mette la Marshall nelle condizioni di ripartire da zero per allevarne altri da vendere a Università e Istituti di ricerca in Italia e nel mondo come faceva prima) fa fare i salti di gioia agli attivisti. Perché?
ESULTANO LAV E LEGAMBIENTE. Gli animalisti sono contenti innanzi tutto perché i cani sono salvi. «La Lav - si legge in una nota - esulta e con lei tutta l'Italia civile e le persone che hanno concorso a questo grande risultato di unità di intenti». Al fatto che l'affido sia ancora temporaneo e all'eventualità peggiore e cioè che i cani già affidati o da affidare debbano tornare a Green Hill per ora non voglio nemmeno pensare. Eppure la possibilità non è da escludere completamente.
LA GIOA DELL'EX MINISTRO. Ottimista e decisamente soddisfatta è anche l'ex Ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla: «Un'altra vittoria per i diritti degli animali. E un grande sollievo per tutti i milioni di italiani che seguono con il fiato sospeso la sorte dei beagle ancora rinchiusi dentro Green Hill» ha commentato infatti e l'attuale presidente Leidaa (Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente) che, in questi primi giorni, ha già affidato a famiglie del nord Italia circa 200 cagnolini salvati da Montichiari. In Lombardia, i piccoli hanno trovato casa principalmente in provincia di Lecco, Como, Varese, Sondrio, Brescia e Monza e Brianza. Dati importanti anche nelle altre regioni del Nord: diversi beagle sono stati affidati a Torino, Ivrea e Biella. E poi ancora a Pordenone e Padova. Un altro grosso gruppo è arrivato infine a Roma per i nuovi affidatari che ne hanno fatto richiesta dal sud Italia.
NON È ANCORA FINITA. Dunque, tutto è bene quel che finisce bene? Non direi. I legali dell'allevamento non sono per nulla contenti della vittoria a metà al Tar e hanno già fatto sapere di voler chiedere i danni economici del sequestro, visto che la restituzione dei cani già usciti sarebbe inutile, oltreché complessa e dispendiosa. Pochi istituti di ricerca accetterebbero animali su cui si è perso il controllo per un intervallo x di tempo: si introdurrebbero variabili sperimentali che potrebbero confondere o invalidare i risultati di uno studio, con notevole spreco di tempo e denaro. Per non parlare del rischio di introdurre animali infetti nei loro laboratori. Magari per studi meno rigorosi o poco pulite dal punto di vista legale potrebbero ancora andare ma il loro valore economico sarebbe enormemente ridotto rispetto agli oltre 2mila euro a cane precedenti il sequestro. Non oso pensare a chi dovrebbe pagare la cifra astronomica che ne verrebbe fuori se il ricorso in Cassazione della Marshall venisse accolto.
Molto dipende anche dal destino della struttura che, al momento è legata alla legge che vieta (sul suolo italiano) l'allevamento di cani, gatti e primati per la sperimentazione che sarà discussa in Senato nei prossimi giorni. Se dovesse passare, Green Hill non riaprirà mai più e la struttura potrebbe essere riconvertita in un allevamento zootecnico altrimenti verrebbe ceduta e ristrutturata e adattata per altri scopi.
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alle 14:22
Claudia Sciacca
Sebastiano Gurrisi